Nove cervelli attrezzati per risolvere problemi. Otto braccia ricoperte da centinaia di ventose. Tre cuori che pompano sangue blu. Nessuna ossatura da frantumare. L’anatomia dei polpi sembra più aliena di qualsiasi altro animale con cui condividiamo la Terra. Forse è per questo che siamo così affascinati da queste creature: i loro modi ultraterreni di attraversare le acque nere come l’inchiostro che abitano, la notevole intelligenza con cui sono in grado di adattarsi.
I polpi sono tra gli invertebrati più intelligenti, capaci di compiere azioni complesse e risolvere rompicapi. Possono aprire conchiglie, manipolare rocce, costruire rifugi e persino smontare sistemi di filtrazione degli acquari. Il polpo contiene 500 milioni di neuroni, mentre le api ne hanno circa un milione, i ratti 200 e i gatti 700. Ciò che rende unici i polpi però è la distribuzione di questi neuroni: mentre per gli altri animali, la maggior parte si trova nella testa, nei polpi la maggior parte è nei loro tentacoli. Oltre al cervello centrale, si trovano grappoli di neuroni che agiscono come piccoli cervelli in ogni tentacolo, una sorta di consapevolezza incarnata nel loro corpo oltre che nel loro cervello.
Questi animali sono in grado di adattarsi rapidamente alle circostanze mutevoli, dimostrando il più miracoloso degli exploit: il mimetismo. Manipolando altri muscoli, possono anche cambiare la texture della loro pelle da liscia a spinosa. Infine, modificando la loro postura, i polpi possono assumere la forma degli ambienti che attraversano, come rocce e coralli. E se attaccati da predatori, possono rigenerare eventuali arti persi.
Il nostro mondo sta cambiando forma in modo irreversibile; per certi versi, sembra sempre più alieno. Nella nostra sopravvivenza, molto dipenderà dalla nostra capacità di adattarci. I polpi ci ricordano che possiamo affrontare le profondità più oscure e enigmatiche della vita con un’intelligenza delicata, non fatta di linee dure, ma di muscoli che si tendono e assumono nuove forme e sfumature: connettendo la nostra mente al nostro corpo. Sentendo la nostra strada. Allenando una conoscenza che viva nel e attraverso il nostro corpo.
